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Il mercato dei rifiuti

La domanda posta dal Movimento Marignanese:

“Quanto guadagniamo dalla vendita  di ogni singola tipologia di rifiuto differenziata nel NOSTRO comune?”

La risposta in “burocratese” e tanto attesa giuntasi da Atersir (http://www.atersir.it/):

“Nello specifico le voci di ricavo legate all’avvio a recupero dei rifiuti raccolti in maniera differenziata sono calcolate pianificando una quantitativo di rifiuti che si prevede il gestore raccolga nel corso dell’anno e moltiplicando tale quantitativo previsionale per il ricavo medio unitario, espresso in €/tonnellata, derivante dalla rendicontazione a consuntivo trasmessa dal gestore attraverso il formato della D.G.R. 754/2012.”

Tradotto: Il sistema non è in grado (o non vuole, o non è interessato), di fornire la completa tracciabilità della vendita delle varie tipologie di rifiuto.  Si fa un bel CONTO UNICO e lo si divide fra i vari comuni.

Per ognuno di questi si avrà quindi una “cifra totale” fornita ogni anno con il PEF, il Piano economico Finanziario riguardante il servizio di raccolta che viene votato in Consiglio Comunale.

Perché chiediamo la “tracciabilità”? perché serve a poco dire “abbiamo raggiunto il 70% di differenziata” se la plastica, che può valere 200 euro/ton, ce la pagano 25 euro, perché differenziata male o, peggio, perché si fa di “tutta l’erba un fascio…” Continua a leggere “Il mercato dei rifiuti”

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La sic..città

Vi ricordate delle piantine/arbusti piantate lungo la ciclabile del Conca a cui fu data grande esposizione mediatica soprattutto sui social che fu tema di  discussione fra cittadini e tra gli esponenti di Maggioranza e Opposizione?

Bene, non è bastata la “prima volta”,

Il nostro Assessore al “tutto” quando facemmo notare che le piantine erano vittime dell’ incuria e dalle erbacce, accampo’ varie scuse per giustificare la  virtuosità di quel comportamento, però prontamente intervenì a “dare una ripulita”, per far respirare (finalmente) quelle che erano sopravvissute in maniera non invasiva, come la buona ecologia comanda.

Ma mai avremmo immaginato che avrebbero perso ancora di vista quel tratto di verde “ opera loro” al quale tanto risalto avevano dato al tempo.

Le foto sono eloquenti, piantine tanto piccole con una delle peggiori siccità di sempre… Continua a leggere “La sic..città”

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Rue e il nostro territorio

Il Regolamento Urbano Edilizio (RUE) è in corso di discussione tramite apposita commissione temporanea. Per quanto i temi di edilizia siano predominanti, ci sentiamo di fare un appunto anche sulle zone rurali, seppur sempre classificate e tutelate da questo strumento.

San Giovanni è un comune con oltre 80% di territorio agricolo, e annovera nella sua cartografia molte “strade vicinali”, quelle stradine di campagna, spesso con un trascorso storico, che da bambini percorrevamo senza il pericolo del traffico, fra alberi e cespugli (raccogliendo more o bacche..). Continua a leggere “Rue e il nostro territorio”

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Eternit: la storia infinita

Eccovi una “timeline” sulla telenovela della tettoia in eternit del nostro Stadio Comunale… giudicate da soli l’affidabilità di quello che vi è stato detto in questi 3 anni. Ma soprattutto ricordate il particolare dell’ultimo “episodio”, il documento estratto a sorpresa durante l’ ultimo Consiglio Comunale. Tale documento è innanzitutto un “autocertificazione”, ovvero tecnici del Comune (non di ASL, ARPA o comunque esperti di eternit) dichiararono che la tettoia è in condizioni discrete e quindi non necessita di immediati trattamenti o sostituzione. Ma la vera sorpresa è che questo documento è interno, come dire “affari nostri”, quindi non protocollato, non agli atti, quindi nessun comune cittadino ha il diritto di vederlo. Il Movimento 5 Stelle ha chiesto che tale documento risulti pubblico, come crediamo sia giusto per ogni documento riguardante temi di pubblica sicurezza e salute.

( cliccare sulle immagini per ingrandirle)

Pubblicato in: ambiente, amministrazione morelli

Il peso delle parole

Le parole “contano”, speriamo che a San Giovanni pian piano tutti lo capiscano… quando si lanciano accuse o critiche, occorre esprimere pensieri completi (soggetto-verbo-complemento…almeno) come, ad esempio, distinguere gli “alberi” dagli “arbusti”, distinguere le “IMU incassate dai cittadini virtuosi” da quelle “non incassate”da…altri.

Purtroppo in questo contesto non fa eccezione la telenovela dell’ eternit sulla copertura dello stadio: non staremo qui a ripetere il grado di tossicità dell’eternit, oppure che non è lo stadio l unico problema (c’è né tanto in giro per tetti e campagne… ).

Siamo qui invece per farvi notare “il peso delle parole” e l’ affidabilità di alcune fonti..

La vicenda affonda le radici in chissà quale passato, ma venne a galla nell’ inverno 2014, presente ancora la vecchia giunta (dello stesso colore). Ma andiamo con ordine:

l articolo di giornale del 8 febbraio 2014 parla chiaro, “i tecnici dell azienda sanitaria di Rimini hanno deciso, in accordo con l amministrazione comunale, di effettuare un campionamento del materiale allo scopo di valutarne l effettiva pericolosità”.. parole assai rassicuranti le quali difficilmente, nonostante i tempi della politica, potevano cadere nel vuoto. Anche perché il tema era sentito da famiglie con tanti giovani impegnati nel calcio, e la nuova Amministrazione  di centro-sinistra (eletta a  fine maggio 2014) rappresentava la perfetta continuità col passato.

Passó più di un anno e il 1 marzo 2015 un ulteriore articolo di giornale rassicuró ancora i ”polemici cittadini”: “Precisiamo, comunque, che le polveri presenti sul tetto sono state sottoposte ad un trattamento che ne ha ridotto sensibilmente l impatto ambientale, anche se questo è avvenuto diversi anni fà”.

“diversi anni faè sicuramente molto interpretabile, visto che i trattamenti non valgono in eterno, ma tanto bastava a placare nuovamente le polemiche.

Recentemente, nelle tante discussioni sui social che animano il paesello, il presidente della Marignanese, probabilmente fidandosi come tanti delle parole di qualcun’ altro, ribadiva che “al tetto in eternit è stato fatto un trattamento di stabilizzazione”…

Per noi del Movimento, troppe parole e pochi documenti: quindi con un nostro accesso agli atti abbiamo chiesto I seguenti:

-risultati della verifica sulla campionatura compiuta dalla AUSL, e ogni eventuale documento

-delibera o fattura che dimostri una precedente messa in sicurezza/trattamento di stabilizzazione/incapsulamento.

Lapidaria la risposta (Protocollo 2016/0013585 del 07/11/2016):

“con la presente siamo a comunicare che il servizio Sanitario Regionale della Regione Emilia Romagna non ha mai effettuato campionature, ma solamente un sopralluogo nel corso del 2014, dove evidenziava la probabile presenza di fibre amianto”. 

L’ amministrazione ricorda poi l’ affidamento dell’ incarico di progettazione,  e che la gara d’appalto verrà effettuata dopo l’ approvazione del bilancio 2017..

Con ulteriore email abbiamo chiesto almeno il verbale del sopralluogo (non capiamo perché non ci sia stato allegato), che stiamo ancora attendendo..

Valutate voi il peso delle parole che abbiamo letto in quasi 3 anni… A noi risulta tragicamente comico il fatto che ciò che si scrive sui giornali e sui social possa essere così facilmente smentito dai documenti ufficiali.

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