Pubblicato in: sociale

IL VOLONTARIO (c’era una volta a San Giovanni.)

onceuponatime

Tanti slogan, molta enfasi ma le risposte?

Chi è il volontario ?

Un privilegiato che può permettersi di farlo o chi non sa di cosa ci sia bisogno, ma offre il suo sostegno incondizionato?

E “quelli che fanno fatica”, che non hanno tempo energia e mezzi come si coinvolgono?

Come e chi decide quale situazione, richiede il supporto di uno o di un gruppo di volontari?

Siamo sicuri che il volontario possa assistere in situazioni che richiedono interventi di tipo professionale? (sociale-assistenziale o manutentivo)?

Intanto chiariamo un equivoco di fondo: il volontario non è necessariamente l’associazione.
L’associazionismo è una formula che permette di fare attività di volontariato, ma “non a scopo di lucro” non equivale a “volontario” altrimenti il rischio è di premiare chiunque svolga un’attività senza un compenso riducendo cosi il tutto a un mero rapporto clientelare.
Quello che sta succedendo a San Giovanni in Marignano dove stiamo assistendo al proliferare di un gran numero di associazioni, una bulimia di “attivismo” su cui questa amministrazione riversa ciò che taglia in ambito sociale (sanità, scuola), buttandoci dentro “quello che manca” vincolando al parere politico lo sviluppo delle attività di volontariato, con lo scopo di controllare i progetti e le proposte (e chi li propone), valutarne l’idoneità con l’obiettivo di “disciplinarli”.
Cosi ci ritroviamo il volontario “puro” quello senza legami/legacci,  confinato nella riserva dell’associazionismo, messo sotto tutela, svilito nella figura e nel significato, strumentalizzato a fini politici e costretto a prestare l’opera in un set fotografico itinerante dove se non sei “fotogenico” non esisti.

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