Pubblicato in: edilizia

LA VITA REALE E L’URBANISTICA CREATIVA

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Mi è stato richiesto da più parti di cercare di spiegare, in modo più semplice possibile quello che ho postato i giorni scorsi, riguardo la delibera che sarà portata in approvazione in Consiglio Comunale mercoledì prossimo 9 Dicembre.

Le richieste mi sono arrivate da cittadini che ho incontrato, per strada, al bar, in piazza. Da cittadini che vogliono semplicemente capire meglio, da altri che, avendo delle esigenze, hanno avanzato richieste alle quali l’amministrazione ha dovuto rispondere con un NO.

Giustamente aggiungo con un No, perché un’ Amministrazione si deve muovere all’interno di leggi e regole, alcune di carattere comunale, altre provinciali, piuttosto che regionali o statali che vanno rispettate…da tutti. Questo vale per tutto, non solo per il Piano Regolatore di cui si discuterà mercoledì prossimo. Faccio questa doverosa premessa, proprio alla luce di alcuni interventi dell’ Assessore Nicola Gabellini sui social network in cui afferma che “non mi si fila o non ci si fila nessuno” (intendendo me o il Movimento 5 Stelle).


La realtà vera è quella della piazza, della strada, dello stare in mezzo alla gente. Non si può calcolare l’indice di gradimento, dal numero di “mi piace” o dalle “condivisioni” di un post su Facebook, perché è solo uno di tanti strumenti, sicuramente alternativo, per fare informazione, ma non può e non deve essere l’unico, il contatto diretto con il cittadino rimane e deve rimanere lo “strumento” cardine su cui basare il rapporto Amministrazione/Collettività.
Per i cittadini più attenti o interessati, consiglierei di seguire il link http://95.110.200.76/ATGovWeb/Default.aspx

Questa sezione del sito del Comune si chiama “Amministrazione Trasparente” e si rivolge a tutti i cittadini e a coloro che sono interessati a capire chi sono le persone che lavorano per la comunità , com’è organizzata la loro attività, come vengono spesi i soldi dei cittadini e con quali risultati. Qui la legge imporrebbe (uso il condizionale, in quanto è capitato anche recentemente di dover rinviare una delibera in Consiglio Comunale proprio perché non pubblicata in maniera tempestiva in questa sezione) di pubblicare tutte le delibere di approvazione o di adozione e i relativi allegati prima che vengano portate in Consiglio Comunale.
Il Piano Regolatore Generale (PRG), ad esempio, è lo strumento che regola l’attività edificatoria all’interno del territorio comunale (cosa può essere realizzato su ogni singolo “pezzo” di terra) , costituito da mappe, che suddividono il nostro territorio in zone diverse: dalle zone agricole, a quelle residenziali, a quelle industriale ecc., e dalle relative Norme di Attuazione, cioè quell’insieme di regole che specificano cosa, quanto e come si può costruire su ogni singolo lotto.

Il Piano Regolatore e le sue norme, devono fare proprie e sono basati su leggi e norme Nazionali e prevalentemente Regionali. Regioni e Province hanno a loro volta dei “Piani Regolatori”, che riportano per lo più dei vincoli (restrizioni) che devono essere recepiti dai Piani Regolatori dei Comuni di tutta la Regione.
Il Piano Regolatore ha una durata “limitata” nel tempo (20/25 anni), e nel corso degli anni è possibile apportare delle Varianti (modifiche), sia alle mappe (inserendo o raramente togliendo una nuovo lotto edificabile), che alle relative Norme di Attuazione. Ma qualsiasi tipo di Variante deve ovviamente sottostare alle regole imposte dai piani regolatori e dalle Leggi della Provincia e della Regione.

La delibera che la maggioranza vorrebbe approvare nel prossimo Consiglio, riguarda proprio una di queste modifiche (Variante) alle norme che riguardano il Comparto del Golf. In sostanza si va a modificare la destinazione d’uso dei fabbricati che sono stati costruiti negli anni ad uso turistico/ricettivo, togliendo il vincolo che li lega all’attività sportiva e rendendoli a tutti gli effetti dei fabbricati residenziali, e che potranno essere liberamente venduti separatamente dall’attività sportiva.

Questa modifica, come si può vedere dalle carte che ho pubblicato in questi giorni, non è ammissibile, in quanto contrasta con le regole provinciali e regionali.

Come motivazione si tenterà di fare passare il concetto che con questa Variante non si cambia nulla, in quanto non viene concesso un aumento delle superfici da costruire.

Ma anche a chi non è esperto conoscitore delle norme, salterà subito in all’occhio che la motivazione è in contraddizione con la delibera stessa.

Se è vero che non cambia nulla, perché si dovrebbe approvare una Variante (modifica)?

Questa è urbanistica creativa.

Spero di essere stato come richiesto semplice e chiaro, considerato l’argomento.

Luca Tomasetti

 

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