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Compartone Non Attuabile

GIURATOCi si può rinfacciare di essere ancora un po’ acerbi dal punto di vista amministrativo (a giudizio di qualche attuale amministratore), ma di certo non ci si può accusare di non conoscere le dinamiche della politica in generale e di quella marignanese in particolare.
Basta andare a rileggere i nostri post, fin dai primi durante la campagna elettorale, per rendersi conto che abbiamo sempre previsto con largo anticipo cosa sarebbe successo.
Un esempio su tutti il Compartone.

Al punto in cui siamo non si tratta più di una questione urbanistica (sulla quale si potrebbe comunque dibattere), ma di una questione di opportunità e tutela dell’interesse pubblico. Quell’interesse pubblico, rappresentato dalla realizzazione delle opere di urbanizzazione, tanto sbandierato dalla maggioranza durante la seduta di approvazione del Piano Particolareggiato.
Quell’interesse pubblico che potrebbe essere perseguito anche attraverso una “maggiore” (per usare un eufemismo) trasparenza da parte dell’amministrazione.

Un’ amministrazione che si rifiuta di approvare il Question Time, uno strumento che potrebbe gettare le basi per una maggiore partecipazione e coinvolgimento dei cittadini alle sedute del Consiglio Comunale, affermando di ricevere già a sufficienza il pubblico in Municipio. Un’ Amministrazione che sembra dimenticarsi di avere un Regolamento per la partecipazione approvato nel 2006. Un’ amministrazione che si fa forte dei voti ottenuti alle ultime elezioni, ma che ha omesso di trattare alcuni temi durante la campagna elettorale e ha dipinto come forcaioli chi tentava di farlo.

Abbiamo ampiamente dimostrato e ribadito più volte che l’attuale proprietà del Comparto C2-4, non è in grado di produrre le necessarie garanzie a tutela dell’interesse pubblico, tanto meno a garantire la realizzazione delle opere di urbanizzazione che quell’interesse pubblico rappresentano.

Un società agonizzante, in liquidazione volontaria e con il 70% del capitale sociale costituito da società a loro volta fallite, in liquidazione o inattive. Una grande scatola made in Cina (o meglio in  CNA).
Un interesse pubblico che è già stato leso dall’enorme debito che la stessa società ha nei confronti di tutti noi marignanesi (1.500.000 euro di ICI-Imu non versata pari a circa il 10% del bilancio annuale), motivo per il quale il Movimento 5 Stelle marignanese ha ultimamente integrato l’esposto già presentato alla Corte dei Conti nel novembre del 2014, ma che pare non essere stimolo quanto meno di una riflessione da parte dell’amministrazione.
Amministrazione che in fase di approvazione apportò alla delibera, a firma del Capogruppo di maggioranza Francesca Pieraccini, un emendamento che fissava in dodici mesi di tempo, il termine per addivenire alla sottoscrizione della convenzione pena la decadenza “di diritto” del Piano Particolareggiato.

In una operazione così importante, che ha rallentato per anni il percorso di approvazione del PSC, e che ha segnato in maniera considerevole la stesura dello stesso, e che inciderà anche sulla sua attuazione, sarebbe cosa buona e giusta sapere con certezza chi sarà il vero attuatore e interlocutore dell’ amministrazione, proprio per tutelare l’interesse pubblico.
L’unica speranza che rimane a noi e a tutti i marignanesi è che alle prossime e imminenti elezioni del nuovo segretario del PD marignanese, possa essere eletto un segretario che porti veramente una ventata di cambiamento. Speriamo che sia donna…magari la stessa che ha sottoscritto l’emendamento e che in uno slancio di coerenza possa far si che il partito ed il gruppo di maggioranza si comporti in uniformità a quanto scritto e dichiarato nell’estate del 2014.

Molto probabilmente siamo dei romantici sognatori, la realtà, e soprattutto le voci che escono dallo stesso direttivo marignanese, portano a dire che la stessa firmataria di quell’emendamento sia ben coperta e allineata con le direttive che arrivano da Rimini, soprattutto ora che pare essere la più papabile dei candidati a subentrare al “disinteressato” Palmetti Corrado.

Siamo molto vicini alla concessione della proroga come richiesto dalla Società Nuova San Giovanni S.r.l., con una missiva i cui contenuti sembrano quasi una forma di ricatto nei confronti dell’ amministrazione, non limitandosi solamente a richiedere una proroga temporale, ma facendo un riepilogo di quelle che potrebbero essere le possibili alternative. Dando quasi per scontato che alla stessa venga omologata la richiesta di concordato liquidatorio, che dovrebbero rappresentare la forma più idonea a garantire i desiderata di tutte le parti, e nella quale si ribadisce che l’unica soluzione percorribile è la vendita dell’immobile (terreni) ad altra società che abbia le risorse per far fronte alle problematiche relative.

Singolare è anche il silenzio assordante (sull’argomento) del neo Presidente di CNA Rimini, marignanese doc, che nel discorso di insediamento fece riferimento ad “un nuovo corso”. Essere giovani o al primo mandato non è da solo sinonimo di rinnovamento. La rivoluzione al momento sembra essere “gattopardesca”…tutto cambia perché nulla cambi.
Tutto ciò non fa che confermare quello che andiamo dicendo da quasi due anni. L’attuale proprietà è agonizzante e assolutamente non in grado di mantenere fede ad impegni tanto gravosi e soprattutto non garantire proprio l’interesse pubblico.
Che la firma della convenzione con una controparte in grosse difficoltà finanziarie sia controversa, lo testimonia la Delibera di Giunta n. 116/2015 con la quale si affida incarico di consulenza legale ad un avvocato, atto poco chiaro a cominciare dal verbale.
La eventuale proroga si sarebbe dovuta concedere prima della decadenza del Piano Particolareggiato e non dopo, perché come cita la delibera di approvazione, ad oggi lo stesso Piano è decaduto di diritto. Se la volontà fosse quella di riapprovarlo, occorrerebbe farlo secondo le regole.

Per questo chiediamo che mantenendo fede a quanto deliberato il 19 agosto 2014, venga fatto un passaggio in Consiglio Comunale a ratificare la decadenza del Piano, portando la previsione urbanistica all’interno del PSC… a meno che il primo passo dalla probabile nuova segretaria PD non sia quello di sconfessare se stessa.

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