Pubblicato in: bilancio, movimento 5 stelle san giovanni in marignano

BUONE NUOVE, ANZI BRUTTE NUOVE

Cari cittadini, cominciamo dalle buone notizie.
Grazie all’azione politica del Movimento 5 Stelle, i nostri amministratori si sono avveduti che avanzavano diverse centinaia di migliaia di euro da una società dal nome Nuova San Giovanni S.r.l. proprietaria dei terreni su cui dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) sorgere il famoso “Compartone”.
Purtroppo le notizie buone finiscono qui. San Giovanni in Marignano anche per il 2014/15 vince la medaglia d’oro come comune “tassivoro”, della provincia di Rimini, con le principale imposte comunali ai massimi livelli consentiti dalla legge, tant’è vero che la pressione fiscale per  abitante è aumentata dal 2013 al 2014.
A bilancio si sono inseriti € 857.802,00 (ottocentocinquantasettemilaottocentodue euro!!!) come recupero evasione, e indovinate un po’ da dove arrivano questi soldi? Dalle imposte non pagate dalla società Nuova San Giovanni S.r.l.
Questo quanto scrive il revisore contabile del comune nella relazione dell’organo di revisione in merito al bilancio del 2014: “Al riguardo il Revisore osserva che le somme, ancorché accertate a carico della SRL Nuova San Giovanni S.r.l. per ICI ed IMU, saranno difficilmente incassate; infatti il contribuente non ha mai pagato le ingiunzioni ricevute e la Sorit Spa, agente di riscossione, ha dovuto accendere ipoteche sui beni di proprietà della predetta Srl, a garanzia dei crediti del Comune, ma i beni ipotecati saranno poi difficilmente alienabili, trattandosi di aree”
E’ fuori di dubbio che se l’amministrazione comunale avesse avuto a disposizione quella somma, quando era il momento, ora ci sarebbero meno strade dissestate, si sarebbero potute diminuire alcune imposte comunali, per esempio esentando la prima casa (ici-imu), mentre nel 2013 i marignanesi sono stati tra quelli che hanno dovuto corrispondere anche la mini-imu (ricordate???).
In fase di approvazione del Piano Particolareggiato, lo scorso agosto, la maggioranza per tutelare “unicamente” l’interesse pubblico, presentò un emendamento con il quale si concedevano 12 mesi di tempo dalla data di approvazione, per sottoscrivere la convenzione a garanzia della realizzazione delle opere di urbanizzazione (pena il decadimento dello stesso Piano Particolareggiato).
Alla soglia della scadenza di quel limite temporale, l’amministrazione ha già espresso la volontà di concedere una proroga a quel termine, nonostante la società sia in liquidazione volontaria da oltre un anno e che il debito è destinato inesorabilmente a crescere..
Ma a beneficio di chi? Così facendo si tutela l’interesse pubblico? Sono stati fatti tutti i passi necessari per tutelare il credito? A chi giova mantenere in “coma farmacologico” un paziente con tutte e due le gambe nella tomba? Perché nessuno dei soci della Nuova San Giovanni S.r.l. (peraltro, visura alla mano, piu’ del 50% già falliti) chiede conto agli amministratori di questo buco di bilancio?
Eppure tanti piccoli artigiani hanno perso decine di migliaia di euro in questa operazione.
Noi molte risposte ce le siamo già date, speriamo di sbagliarci…almeno questa volta.

Annunci