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Il patto col Diavolo

DIAVOLO

Il 14 luglio scorso, sono scaduti i termini di 60 giorni che la legge concede al Commissario ad acta, per espletare il suo incarico, riguardo l’approvazione del Piano Particolareggiato del comparto C2-4 (per i più “il Compartone”).

Ciò significa che, salvo “sorprese” o “accordi diversi” dell’ ultima ora (per dovere di cronaca va ricordato che l’onorario del Commissario è a carico del Comune e andrà pagato in ogni caso), si è compiuto uno degli ultimi passi verso la effettiva realizzazione di questo Piano, il cui primo stralcio prevede la realizzazione di ben 113 unità immobiliari, distribuite fra diverse tipologie costruttive, per circa 11.300 mq di superficie complessiva più annessi e connessi, e la realizzazione di circa il 80% delle opere di urbanizzazione (strade, compreso la nuova Via Spesso, reti varie, parco, ecc).

Ma le sorprese sono sempre dietro l’angolo a San Gioivanni, e voci di corridoio riportano di un patto tra le parti che prevede la rinuncia al Commissario ad acta da parte della proprietà, ma in cambio di cosa?

– di una generosa dilazione dei pagamenti dell’IMU non versata;

– la rinuncia a qualsiasi altro tipo di azione e procedimento cautelare da parte dell’ Amministrazione e di tutti gli altri soggetti creditori;

– Oltre all’impegno da parte dell’ Amministrazione di farsi carico dell’ approvazione del Piano Particolareggiato con un passaggio in Consiglio nella prima metà di agosto (quando l’attenzione di tutti sotto l’ombrellone sarà concentrata sui lavori del Consiglio), non è un caso e nemmeno la prima volta, visto che il PUC fu approvato con delibera n. 70 in un caldo 29 luglio del 2010.

I cittadini sono stati informati di questa evenienza? Ma “INSIEME SI PUO’”  o ci giochiamo un altro jolly come a Giochi senza Frontiere?

Ma è davvero indispensabile il Compartone per l’evoluzione di San Giovanni in Marignano?

Noi siamo convinti di no. Sotto tutti i punti di vista, da quello ambientale a quello socio-economico. A San Giovanni esistono già un gran numero di appartamenti sfitti o invenduti e chi continua a sostenere che sia un’occasione per il Comune di acquisire aree per l’edilizia pubblica, non fa i conti con la ridotta, se non azzerata, capacità finanziaria di fare investimenti del nostro Comune (aspettiamo con ansia il bilancio di previsione 2014). Non sarà certo rinunciando a quattro schede sim o vendendo un’Alfa 166 che risolveremo il problema.

Tra l’ altro il Compartone, sebbene ancora in fase di gestazione, sta provocando danni a tanti cittadini, in quanto non arrivando a conclusione del suo iter, ha fatto si che si tenesse bloccato il nuovo PSC, provocando disagi a tanti marignanesi. Primo perché in quell’area è prevista la maggior parte della nuova espansione.  In secondo luogo perché essendo l’attuale PRG quasi totalmente attuato, ci sono molti cittadini in attesa da anni che venga approvato il PSC per poter eseguire interventi. Per non parlare poi del RUE (Regolamento Urbanistico Edilizio) lo strumento che regolerà gli interventi sull’esistente, del quale non si è ancora vista traccia. Qui le voci si dividono, c’è chi dice che deve ancora essere scritto e chi sostiene che non solo è stato scritto ma che qualche libero professionista più fortunato lo avrebbe già nel cassetto.

Bisogna poi tenere presente che l’approvazione di questo piano particolareggiato si pone in contrasto con quanto previsto nelle riserve e valutazioni al PSC, approvate con deliberazione di Giunta provinciale n.163 del 02/10/ 2013, nelle quali si richiede tra l’altro al Comune di disciplinare la previsione di spostare 4.903 mq di edilizia residenziale pubblica del comparto C2-4 nei quattro ambiti per nuovi insediamenti, per ridurre il carico e l’impatto urbanistico, e di prevedere che il compartone sia attuato gradualmente attraverso i Piani Operativi Comunali.

Crediamo che il compito dell’  Amministrazione, per i prossimi anni, sempre all’interno della più ampia condivisione possibile da parte della cittadinanza, sia quello di puntare sulla riqualificazione del nostro tessuto urbano e sociale. Prima ancora di pensare a ulteriori previsioni di sviluppo e consumo di nuovo territorio, occorre migliorare la qualità dei servizi generali ed alla persona e delle infrastrutture esistenti. Occorrerà puntare fortemente sulla riqualificazione dell’esistente.

In questo senso il Compartone potrebbe diventare un peso sia per le casse comunali, in termini di nuovi servizi da erogare che di nuove infrastrutture da costruire (ad es. scuole), sia per i cittadini marignanesi tutti. Per immettere sull’ attuale  mercato immobiliare un numero così elevato di nuovi alloggi, “chiunque” attui il Comparto, dovrà farlo a prezzi che andranno ad incidere negativamente su tutti gli immobili esistenti ed in fase di costruzione, facendone diminuire il valore e causando un danno economico ai proprietari (marignanesi e ai loro figli, imprese locali).

Anche i piani particolareggiati, seppur di iniziativa privata, dovrebbero perseguire l’interesse pubblico; il condizionale è d’obbligo in quanto per questa operazione, in parte giustificata dal fatto che avrebbe portato lavoro per le aziende locali, ad oggi neanche l’Amministrazione è in grado di conoscere quale sarà il soggetto (“un non meglio specificato fondo immobiliare”) attuatore (o così  si vuol far credere). E le aziende, a cui l’operazione avrebbe dovuto portare lavoro, si trovano a dover contare le perdite fin qui accumulate, sperando di uscirne senza rimetterci tutto quello che hanno investito.

La storia dell’ attuale proprietà è ormai di dominio pubblico. La Nuova San Giovanni S.r.l. in liquidazione volontaria, è debitrice nei confronti dell’ Amministrazione e di conseguenza dell’intera collettività per circa 511.000,00 euro di ICI-IMU non versata, ed è stato emesso da parte della Carim un decreto ingiuntivo per circa 1.000.000,00 di euro.

Sull’ IMU non versata, come Gruppo Consigliare Movimento 5 Stelle, abbiamo già presentato un’interrogazione al Sindaco sulla regolarità della determinazione della base imponibile che si aggira sui 15.000.000,00 di euro calcolata dagli uffici, in quanto sosteniamo che tale valore dovrebbe corrispondere a quanto dichiarato dalla stessa proprietà nei propri bilanci (24.000.000,00). Ci è stato risposto che stanno effettuando le eventuali verifiche. Se così fosse il debito verso la collettività, oggi accertato come da risposta a nostra interrogazione in €. 511.000,00, si aggirerebbe attorno ai 900.000,00 “euro” non bruscoline.

Certamente non sarà in grado di sostenere gli oneri derivanti dalla stipula delle necessarie fidejussioni (circa 6.000.000 di euro) a garanzia delle opere di urbanizzazione, dalla realizzazione delle opere stesse (circa 5.000.000,00 di euro), e dalla costruzione degli edifici. E’ evidente che tutta l’operazione serva per valorizzare i terreni ai fini di una loro cessione.

Chi dovesse acquistare ovviamente a tali oneri dovrebbe aggiungere quelli (si parla di circa 8/10.000.000 di euro) necessari all’acquisizione dei terreni. Sinceramente facciamo fatica a pensare ad un imprenditore “nostrano” che in un particolare momento di congiuntura economica e di un mercato dell’edilizia che ha il passo di un bradipo, possa fare un investimento del genere (circa 20.000.000) praticamente prima ancora di cominciare a costruire.

Questa improvvisa accelerazione dell’operazione, stante anche la situazione dell’attuale proprietà, è quasi sicuramente mirata ad un apprezzamento dei terreni ai fini di una loro cessione. Ma a chi? Per il Movimento 5 Stelle è un particolare di non poco conto.

E anche per la Maggioranza dovrebbe esserlo, per poter decidere in serenità…se ci riesce.

Chi garantirà ai marignanesi, ma anche all’ Amministrazione stessa, che i soggetti nuovi o vecchi che siano, porteranno a compimento per intero le opere di urbanizzazione? La convenzione firmata da un Notaio? Qui non si tratta di fare i processi alle intenzioni, ma la preoccupazione è tanta (chi ha memoria di quanto accadde nella lottizzazione La Casa nel Verde?) e come si dice a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca…

Ma è legittimo deliberare l’approvazione di un Piano Particolareggiato, senza conoscere con sicurezza chi sarà il soggetto attuatore? E’ opportuno se non illegittimo rilasciarlo al liquidatore di una società in liquidazione volontaria senza nemmeno più le lacrime per piangere?

Ma il liquidatore non dovrebbe limitarsi a cristallizzare la situazione attuale della società al momento del conferimento dell’incarico o ha veramente questi poteri di poter trattare a proprio piacimento con un Ente Pubblico?

Dove sta l’interesse pubblico in tutto ciò?

Del resto i mal di pancia all’ interno della stessa maggioranza nella passata legislatura, sono un ulteriore conferma, che questa operazione durante l’iter procedurale per arrivare alla sua approvazione, è sempre più stata tagliata su misura degli interessi del privato.

Chiunque abbia un minimo di coscienza di cosa sia interesse pubblico, anche se fa parte del gruppo di maggioranza, nel caso di “sorprese” o “accordi diversi”, non dovrebbe esitare qualora si presenti l’occasione ad esprimere un convinto voto contrario all’ approvazione.

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